Cinema … un po’ in ritardo
Ieri sera ho visto un film che mi è molto piaciuto e quindi se qualcuno lo ha perso e condivide i miei gusti lo segnalo, il film è North Country film su un caso di molestie in una miniera americana, lo affianco a un altro film che ho molto amato che è The Insider film durissimo sulle multinazionali del tabacco.
Due film accomunati dalla centralità di un processo avente come cardine il diritto del lavoro e che vede atteggiamenti delle aziende contro i loro dipendenti basati su false prove al fine di distruggerne la credibilità come persone prima che come lavoratori.
Il parallelismo tra i due film è notevole e chiarisce che le strategie adottate in tribunale per giustificare l’ingiustificabile sono sempre le stesse.
La giustizia ha i suoi tempi ma alla fine la verità ha sempre il suo peso.
La prossima volta (dopo Departures e questo film) prometto che cercherò di consigliarvi qualcosa di più allegro o movimentato.
Per controbilanciare se qualcuno l’ha perso consiglio sin d’ora Una notte da leoni (io l’ho gia visto4 volte e continuo a rivederlo con amici sempre diversi) mette di buon umore
Dignità – (Departures- un film di Yojiro Takita).
Questo weekend ho visto un film bellissimo, un film che affronta temi molto particolari in questo momento storico: la necessità di adattarsi a seguito di una perdita di lavoro, il rispetto per il dolore e la necessità di non fermarsi alla prima percezione nella valutazione delle persone che ci sono care.
La storia del film non è una storia che ti invita a correre in sala, parla di un violoncellista che ha seguito della chiusura della sua orchestra si trova obbligato a cercare un altro lavoro e accetta di fare il tanato esteta, lavoro molto umile, si tratta infatti della persona che si occupa di truccare il cadavere, lavarlo e vestirlo per preparazione alla cerimonia funebre. Il tutto si svolge in Giappone, e anche i film è un film giapponese.
Il film è particolare perché permette di riflettere sulla morte, sulla considerazione sociale di un lavoro umile visto con gli occhi cinici quasi da bullo di chi quel lavoro disprezza, e con gli occhi di chi ci si dedica con amore e si rende conto della delicatezza di tale momento per i cari dell’estinto.
Il film riesce a dipingere con estrema intensità delle emozioni di chi si trova di fronte all’estremo saluto e riesce a mostrare come affrontare con amore mio mestiere riesca a essere inestimabile per chi si trova a contatto con l’operatore.La consapevolezza dello stesso e la dedizione che mette nel suo lavoro sono parte di un affresco che lascia lo spettatore in alcuni momenti senza fiato.
In breve si tratta di un film sulla dignità del lavoro, sul rispetto del dolore, sulla visione della morte come passaggio obbligato come inizio di un viaggio, sulla necessità di lasciare sempre aperta una porte sulla valutazione delle persone, in breve sulla dignità umana sui rapporti interpersonali e sul rispetto per lavori umili che nascondono universi di sensibilità inestimabili.
Il titolo del film è Departures, e vi consiglio la visione.
il valore delle relazioni
Capire il valore delle relazioni è in sostanza comprendere il valore dei nostri stati d’animo.
Ogni giorno ci alziamo e operiamo per rendere migliore il nostro futuro. La realizzazione di ciò è solo da noi stabilita per quanto concerne le intenzioni ma si concretizza nell’ interazione con gli altri per quanto concerne la realizzazione. Il nostro stato d’animo è il risultato del livello di collaborazione che riscontriamo nel portare a termine il nostro scopo.
Noi siamo il giocatore di una partita di rugby, la nostra intenzione è portare la palla alla meta, le mani degli altri giocatori sono le nostre relazioni.
Senza le relazioni siamo in mezzo a sconosciuti che dobbiamo convincere a aiutarci ad arrivare dall’altra parte del campo. Le relazioni sono quel bagliore degli occhi del nostro conoscente che è diventato un nostro compagno di squadra.
Le relazioni fanno si che ogni nostro movimento sia coperto, protetto, amplificato da chi interagisce con noi permettendoci di aprirci la strada, modificando la realtà davanti a noi come nell’ultima scena di Matrix per permetterci di arrivare al nostro obiettivo.
Per definire una relazione forte userei le seguenti associazioni mentali: delega, fiducia, affidabilità, certezza, abilità di fare, squadra, superare i limiti, raggiungere la meta.
Tanti film hanno esaltato il concetto sportivo di squadra, la vita è una partita e le nostre relazioni sono i nostri compagni di viaggio, i guerrieri che lottano con noi per il nostro successo.
Una squadra però non si improvvisa dal nulla va costruita, servono allenamenti, affinare gli intenti sapere di chi ci si può fidare e chi bisogna evitare. Nel mondo dello sport questo si sa, nella vita molte volte ci troviamo da soli in campo e ogni volta cerchiamo di convincere chi ci sta accanto a giocare con noi, è il momento di usare il club per allearsi e studiare gli schemi che domani ci renderanno più forti fuori quando si tratta di portare la nostra palla alla meta e di costruire il nostro successo.
Le relazioni sono quel bagliore nello sguardo del nostro compagno di squadra quando stringiamo la palla iniziamo a correre e sappiamo che lui ci protegge il fianco, ci spiana la strada e lotta con noi non contro di noi. Quando ne avremo bisogno; è per questo che dobbiamo conoscerlo prima e coltivare il nostro rapporto con lui.
I guardiani…. finalmente cinema
Buona domenica a tutti, solo due righe per accennare a una coppia di film che ho trovato eccezionali.
Il mio giudizio è un po’ di parte in quanto da sempre ho avuto una certa predilezione per i film che parlano della lotta tra bene e male.
I due film in questione sono: I guardiani della notte (http://www.imdb.com/title/tt0403358/) e soprattutto I guardiani del giorno (http://www.imdb.com/title/tt0409904/).
I due film vanno visti in sequenza, in sostanza il secondo non ha alcun senso senza il primo ma lo completa e gli conferisce forma complessiva.
E’ un film Russo, cinematografia che raramente negli ultimi anni riesce a sfondare la cortina dei circuiti distributivi occidentali. Quando succede è perchè ci troviamo di fronte a un prodotto di effettiva pregevole fattura.
Scelte stilistiche di montaggio sono assolutamente uniche e come pochi film ultimamente riesce a emozionare per la maestria con cui alcune scene sono girate.
Unica pecca forse un po’ troppa carne al fuoco, ma il mio consiglio è, se vi piace il genere fantasy, di non perderlo.
L’anno prossimo dovrebbe uscire nelle sale il terzo film della trilogia. Vedremo se il regista si riuscirà a riprendersi dalla deludente parentesi americana di “Wanted” .
Buona domenica a tutti
PS se volete vedere altri film sulla lotta tra bene e male consiglio caldamente “L’ultima profezia” (1995 di Gregowy Waiden con Christopher Walken http://www.imdb.com/title/tt0114194/) e “Stigmate” (1999 con Patricia Arquette e Gabriel Birne http://www.imdb.com/title/tt0145531/)
se invece siete alla ricerca di altri film di cinematografie che raramente escono dal guscio
consiglio caldamente due film tedeschi
il primo eccezionale “Das Experiment” (del 2001 http://www.imdb.com/title/tt0250258/) e il secondo “Le vite degli altri” (2006 http://www.imdb.com/title/tt0405094/ un quadro illuminante sul concetto di libertà in alcune culture).
Un amico fotografo
Era un po’ di tempo che non sentivo un mio amico, più un conoscente a dire il vero, abbiamo avuto solo pochi incontri in una parentesi fortunata di un club che non frequento più.
Alexey Pivarov http://pivovarov.blogspot.com/
Ci fece delle foto e poi non lo sentii più, questa mattina ho scoperto seguendo un link casuale il suo blog… e devo dire che le sue foto mi piacciono un sacco. Essendo lui russo e non capendo assolutamente niente di quello che scrive (in russo) non so referenziare i testi.. ma se passate di qui, andate a vedere le foto, sono una gioia per gli occhi.
Buona giornata a tutti
Non è un paese per vecchi
Vacanze di Natale, alias tanto tempo per le proprie passioni…. per me … cinema!
Mi sono abbandonato due giorni alla visione di qualche arretrato (compro dvd e non ho mai tempo di vederli). Due visioni uniche e due minori più una fregatura.
Partiamo dai due film che valeva la pena di vedere: Non è un paese per vecchi e Dark Knight.
Entrambi uno sguardo disilluso sulla presenza del male, magistralmente interpretato da due attori d’eccezione Bardem e Ledger.
L’interpretazione di Ledger (Joker in Dark Knight) è una di quelle che nobilitano il mestiere di attore e riescono a trasmettere il valore della dedizione fin nei minimi dettagli che un attore che si abbandona al personaggio che interpreta spogliandosi di se stesso solo per essere ciò che deve dona alle emozioni di chi guarda.
Il male Bardem (non è un paese per vecchi) invece è più un male necessario legato alla natura umana, alla ineluttabilità che parte della natura dell’uomo è malvagia e parte è buona, sta alla volontà umana scegliere quale parte di se valorizzare.
Le due minori invece sono
The number 23 dove un Jim Carrey interpreta una persona che seguendo le sue ossessioni ritrova se stessa, non male come idea ma la cui parte di costruzione del film (la prima) è un po’ troppo lunga a mio parere.
Tutta la vita davanti di Virzi invece da un quadro impietoso del mondo del prcariato in Italia, duro feroce e tristemente reale.
La fregatura invece è stato Wanted in cui veramente fatico a trovare dei lati positivi.
A presto e alla prossima
guerra… un weekend di film
Buona settimana a tutti
Questo week end ho deciso di dedicarmi al mio hobby: il cinema. Visti 5 film.
Flags of our father e Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood, due film speculari che dipingono la stessa battaglia con gli occhi dei due protagonisti (americani e giapponesi rispettivamente) due opere di gran pregio, entrame un grido contro l’asurdità della guerra.
Ai cinefili li consiglio entrambi, a chi ma il cinema con moderazione consiglio il primo e il secondo solo quando si è di buon umore (cupo, parlato e con poca azione).
Oggi al cinema Operazione Valchiria con Tom Cruise per la regia di Bryan Singer (I soliti sospetti, X-men), un prodotto ben confezionato che riesce a tenere la suspence per tutte le due ore del film, film che consiglio caldamente, ben fatto.
Per rilassarmi ho visto poi a casa La Mummia – il ritorno e La Mummia – La tomba dell’imperatore dragone consiglio il primo per chi ha apprezzato il primo episodio, ma ill’ultimo episodio è proprio deludente, tanti effetti speciali e poca emozione.
Tornando al regista dei primi due film citati, in marzo dovrebbe arrivare in Italia Gran Torino, ne ho visto oggi il trailer e sembra molto interessante.
Per finire, oggi a Milano era una giornata spettacolare di seguito qualche immagine.
Digressione libri – il mio feedback su giugno-luglio
Ho deciso di dare un feedback oltre che sui film che vedo, sui libri che leggo e che ho letto.
Sperando di fare cosa gradita e magari ottenere dalla rete qualche suggerimento bibliografico.
Essendo interessato a massimizzare la redditività di questa mia estate er la lettura di saggi ho iniziato, parallelamente alla lettura di altri libri ad affrontare il problema della lettura rapida.
Ho iniziato con un vecchio libro che avevo in casa e avevo gia letto “Le tecniche di lettura rapida.” di Wolfgang Zielke, Franco Angeli editore (176 pagg.). Libro tuttora in commercio (nota storica: edizione del 1991 18.000 L, oggi 15,5 Eur) .
Ho proseguito poi con “Lettura Veloce” di Tony Buzan , edizioni NLP Italy, dove sono fermo aql momento a pag 165 su 380 e al momento mi assesto a una velocità di lettura di 400 parole al minuto (al primo test leggevo lumaca a 130 parole/minuto). Testo che consiglio caldamente (almeno per le prime 165 pagine
).
Sempre di Tony Buzan ho letto poi il libro “Mappe Mentali” (NLP Italy, pagg 335) e personalmente sono dell’idea che certi libri andrebbero resi obbligatori al primo anno di università, rispermierebbero un sacco di fatica agli studenti (io ho elaborato il concetto delle mappe mentali autonomamente al quarto anno di università, senza aver mai leto nulladi Buzan, solo facendo tesoro di come memorizzavo meglio le cose e sapevo poi riutilizzarle in un contesto dialettico, ma dopo due anni di processi meno efficienti!).
Se volete trovare un modo di organizzare i pensieri per poi ricordare e arricchire il vostro ragionamento, è il libro che va letto, utilissimo come metodo poi durante la lettura di libri lunghi e complessi perchè aiuta a mantenere un idea organica del tutto.
Mi sono poi dedicato a due letture “tecniche” sulla comunicazione:
“Psicoterapia Breve” di Bill O’ Hanlon e Sandy Beadle edizioni Franco Angeli pagg 95, che è equiparabile a un libro di ricette verbali per una comunicazione orientata alla risoluzione dei problemi, da leggere se avete una passione pari alla mia sui processi cognitivi e sulla fenomenologia della comunicazione nei suoi aspetti formali.
“PNL modelli avanzati” di Ileana Moretti e Camillo Sperzagni (de Vecchi editore pagg 190, sono a pagina 100 ora), libro che consiglio a chi ha gia fatto un practitioner di programmazione neurolinguistica e a chi vuole approfondire le letture base gia effttuate. Scritto bene e molto denso. Una lettura impegnativa.
Passiamo ora al primo saggio letto non strumentale, cioè orientato alla conoscenza e non solo a un miglioramento di efficienza (non si può vivere in palestra
!).
Grande libro: “Neuroschiavi” di Marco della Luna e Paolo Cioni, Macro Edizioni, 654 pagine digerite in un lampo. Illuminante, una volta letto mi ha aiutato a comprendere molte cose e si è rivelato estremamente utile per una sistematizzazione delle mie conoscenze in ambito neurofisiologico (per chi si appassionasse all’argomento consiglio “Mindfucking” e “Mindfucking II” di Stefano Re, Castelvecchi editore).
Questo per quando riguarda il passato, per il presente futuro ho in pipeline (sul comodino):
Il club Bildenberg, di Daniel Estulin, Arianna editrice
La tua voce può cambiarti la vita, Ciro Imparato, Sperling & Kupfer
Vincere con il metodo Obama, Rupert L.Swan, Sperling & Kupfer
Euroschiavi, Marco della Luna e Antonio Miclavez, Arianna editrice
Se qualcuno li ha gia letti e vuole dissuadermi mi avverta.
Per chi volesse invece addentrarsi nel mondo dei nomadi digitali, sto leggendo un manualetto interessante “Connect!” di Anne Truitt Zelenka, Wiley editore (in inglese). Sono poi a pagina 206 di 610 di “Guerra” di Robert Green (di cui consiglio le 48 leggi del potere) Baldini e Castoldi.
A presto. Buon week end a tutti…. e buona lettura.
Raccolta di informazioni dalla rete
Buongiorno a tutti, vi avevo detto che mi stavo incuriosendo alla tecnologia di yahoo pipes per aggregare notizie di interesse.
Ognuno di noi ha dei temi di propria predilezione e per chi gia bazzica in rss reader o si configura un servizio personalizzato su google news non sarà una gran novità, certo che avere un posto dove andare e avere le proprie pagine divise per interessi che aggregano le notizie dalla rete su quegli interessi…. sarebbe proprio una bella cosa.
La tecnologia era quella giusta, ho fatto un piccolo esperimento personale, i miei argomenti di interesse sono:
Business social networks, cross media marketing, artificial intelligence, new media marketing, tribal marketing,user experience,viral marketing
ecco che mi sono fatto il mio sito che aggrega le notizie di mio interesse:
www.oggi20.com
Spero che troviate l’esperimento interessante.
A tutti una buona giornata, e visto che si avvicina il week end… buon fine settimana!
Fare business con Facebook
..è il titolo del lbro di Luca Conti edito da Hoepli che è stato oggetto di mia lettura la settimana scorsa.
Un libro chiaro, diretto e pragmatico che affronta uno a uno i vari aspetti di gestione della presenza in questo network ed è pieno di consigli interessanti. Lo consiglio caldamente perchè riesce a spiegare in maniera semplice come funzionano i meccanismi principali del sito, dalla gestione di una pagina pubblica, alla creazione di eventi, dalla promozione del proprio profilo alla promozione di una causa, arrivando a spiegare il mondo delle applicazioni che tanto hanno aiutato il successo di questo network.
In breve quindi un libro per chi vuole comprendere al meglio la parte business del network che si è fatto conoscere maggiormente per la parte fun.
Buon rientro dalle vacanze a tutti!
A breve una nuova recensione (libro in lettura: “SEO strategy” di Lorenzo Toscano editore UNI service)
SEO strategy – un libro sulla filosofia della visibilità web
Ho finito di leggere SEO Strategy di Lorenzo Toscano.
Il libro parte dagli elementi di base (keyword, popularity,competition, indici sintetici, google insight e trends…) per poi soffermarsi sulla natura di google, per infine descrivere un modello organico che con i diversi tool permette di monitorare e accrescere la visibilità di un sito.
Il libro mi ha affascinato e è riuscito a darmi un sacco di spunti, l’autore stesso lo definisce: “SEO Strategy è un libro dedicato ai Webmaster esperti e meno esperti, a quanti vogliono creare un nuovo sito e sono alla ricerca di un approccio definito per poter garantire al proprio lavoro una adeguata visibilità. Gli specialisti SEO/SEM potranno trovare una nuova chiave di lettura di molte tematiche importanti, utili approfondimenti ed aggiornamenti recenti.” e io ero da categorizzare nella categoria “meno esperti”.
La cosa bella del libro è che riesce a spiegare un ecosistema e come tutte le variabili influenziono la visibilità web di quanto viene pubblicato.
Qui mi allontano un attimo dal testo per una breve metafora, se un buon venditore è una persona che sa gestire l’empatia con il cliente, sa gestire le fasi del ciclo di vendita e sa padroneggiare il linguaggio verbale e non per affermare la propria professionalità, bisogna considerare che il Web è si un nuovo media attraverso cui comunicare, ma non è (solo) un media multimediale, è principalmente nella fruizione un media scritto.
Come per essere un buon romanziere e scrivere su libri che vengano comprati in seguito al passaparola dei lettori, bisogna SAPER SCRIVERE e SAPERE COSA SCRIVERE.
Per scrivere sul web, e trarre il maggior vantaggio possibile da ciò, bisogna padroneggiare tutta la complessità che rende visibile lo scritto ai fari di questo mare: i motori di ricerca.
La SEO strategy non è quindi una disciplina ex post di maquillage di un sito esistente per renderlo più trovabile ma una filosofia a priori per far si che la costruzione del sito lo renda sin dal principio una costruzione solida e dominante il panorama specifico.
Questo libro è riuscito a farmi vedere questo nuovo aspetto della comunicazione, ora il lavoro da fare come per tutte le tecniche di comunicazione è farlo passare da competenza conscia a competenza inconscia di modo di scrivere naturalmente in modo efficiente senza farlo innaturalmente.
Per questo servirà molto esercizio, ma Lorenzo Toscano con il suo stile semplice e al tempo stesso preciso e chiaro è riuscito a farmi apprezzare la materia.
Buona lettura a tutti
Per un 2010 indimenticabile.
Ultimo post del 2009 per fare il punto della situazione. Personalmente ho una storia professionale oramai più che decennale in ambito vendite e persuasione e applicazione di modelli di comunicazione a contesti vari. E’ una definizione un po’ ampia, lo so, ma spiega al meglio la linea di passione che ha collegato sempre la mia attività nei vari compiti professionali che ho espletato.
Ho dedicato alla creazione di un network di professionisti italiani sulla piattaforma di proprietà francese, Viadeo, la mia passione dal marzo 2007. A giugno la mia collaborazione con la multinazionale è terminata.
Ho raccolto negli ultimi mesi un bel po’ di informazioni e idee e mi dedico ora a un nuovo progetto. Ho creato una mia società (con un socio, di solito si fa così) il suo nome è la mia passione: Internet Valore s.r.l. .
La mission di questa realtà è rendere il più efficiente possibile la vita delle aziende italiane grazie ai vantaggi portati da internet, il suo valore appunto.
Il punto di partenza è la promozione delle aziende, il primo servizio erogato sono le campagne pubblicitarie su internet per trovare nuovi clienti, con un remix di prodotti esistenti in un concept assolutamente nuovo.
Seguiranno servizi internet based per realtà varie (alberghi, supporti tecnici etc) e più in la servizi di telemarketing a più ampio spettro.
Il fattore critico di successo del mio passato è sempre stato la disponibilità di contatto. Approfitto quindi di questo momento per ribadire che chiunque voglia contattarmi per avere più informazioni su questi temi può farlo alla mia email andrea.falzin (at) gmail.com.
Ora è il momento di vivere al meglio l’ultimo giorno del 2009 in attesa di un 2010 che auguro strepitoso a tutti coloro che inseguono un sogno. E per chi non insegue un sogno, ma sta gia sognando, che continui a farlo… sempre con i piedi per terra.
Buon 2010 a tutti.
Andrea Falzin
Numeri numeri numeri, visibilità è anche saper misurare il traffico dei siti
Bungiorno a tutti.
Dal momento che una delle domande più frequenti mi vengono rivolte è: come faccio a misurare il traffico sul mio sito, come posso sapere se un sito è visitato (quindi utile per visibilità), come scelgo su quale sito investire il mio tempo? Ho deciso di segnalare alcuni strumenti utili a tale scopo ai miei lettori.
Intanto bisogna dire che il modo più diretto è chiedere al proprietario del sito e fidarsi della sua affidabilità, facendo un po’ di ricerche è facile trovare dei dati online, Viadeo ad esempio non rilascia dati ufficiali ma il suo CEO mondiale Dan Serfaty in un intervista a Blogosfere riferisce di un utenza italiana di un certo numero di utenti (minuto due circa dell’intervista).
Gli utenti però non vuol dire i visitatori, io personalmente mi sono iscritto per un anno alla palestra Virgin Bicocca con un abbonamento open e a fine anno ci ero andato 4 volte… non è stato un impegno oculato del mio denaro….
La frequenza di visite parimenti non vuol dire qualità, un club esclusivo potrebbe riunirsi una volta l’anno e la fee di partecipazione può valere molto più di un abbonamento a un cinema con proiezioni quotidiane.
Torniamo ai siti, un metodo free per sapere quanti utenti visitano il mio sito è chiedere alla grande G, Google infatti da la possibilità di installare sul proprio sito un piccolo codice che poi permette di monitorare poi ( e far monitorare a Google) il traffico del mio sito. Il sistema si chiama google analytics.
Fino a qui tutto tranquillo, il fatto è come posso sapere quanto traffico ha un sito che non è mio e quindi non posso installarci nulla? A volte anzi non mi interessa sapere quanto traffico ha un sito ma mi interessa compararne due per scegliere magari sapendo solo il traffico italiano.
Ora non tutti i proprietari danno i numeri dei loro siti così facilmente. Ma per fortuna la rete in questo ci viene incontro.
Fondamentalmente esistono una miriade di servizi che possono aiutarci nella ricerca, io ne segnalo due:
alexa, google trends for websites
I due siti danno informazioni differenti avendo fonti differenti di dati (Alexa si basa sui dati trasmessi dalla toolbar installata da alcuni utenti, e quindi ha un campione non statisticamente significativo, cerca di ovviare a ciò con una serie di algoritmi di aggiustamento, google ha i suoi tool offerti gratuitamente che monitorano il traffico, ha poi la toolbar molto più diffusa di quella di alexa).
Con questa premessa sappiamo quindi che questi due siti non ci daranno il valore vero, ma un approssimazione. Possono diventare utili però per confrontare siti diversi e aree diverse, confidando sbaglino omogeneamente.
Bando alle ciance passiamao a una prova, poi potete divertirvi con tutti i siti che avete in mente.
Alexa ci da i dati in percentuale del traffico mondiale:
ad esempio nel mondo dei social network potremmo consultare i suoi dati su Facebook, Linkedin, Xing e Viadeo.
Otteniamo (dati del 13/02/2010 fonte Alexa.com riferito agli ultimi tre mesi) che:
- Facebook.com intercetta il 30% del traffico mondiale, è il secondo sito in Italia/Francia e altri paesi
- Linkedin.com intercetta il 2,16% del traffico mondiale è il 44° sito in Italia il 112° in Francia
- Xing.com intercetta lo 0,35% del traffico internet mondiale in Italia è alla posizione 1264 e in Francia non è neppure citato mentre è 15° in Germania.
- Viadeo.com intercetta lo 0,08% del traffico mondiale in Italia è nella posizione 552 e in Francia la posizione 75°.
Diciamo pure che è una fonte, ma non è particolarmente immediata per confrontare il traffico italiano sui siti che è quello che più mi chiedono. in questo Google Trends for websites è sicuramente più utile.
Se ci si registra e ci si logga il sistema fornisce anche la griglia dei numeri sui grafici e si scopre che secondo google , in Italia (media ultima settimana gennaio)
Facebook raggiunge un traffico giornaliero di circa 10 milioni di visitatori
Linkedin raggiunge un traffico giornaliero di circa 110 mila visitatori
Xing raggiunge un traffico giornaliero di 7 mila visitatori
Viadeo raggiunge un traffico giornaliero di 10 mila visitatori
La cosa utile che è possibile guardare assieme più siti in periodi anche più lunghi e vedere le dinamiche di crescita:
esempio Xing/Viadeo/Italia/2009
esempio Viadeo/linkedin/Italia/2009
esempio Viadeo/Linkedin/Francia/2009
Come si può vedere poi dall’ultimo esempio nulla è determinato, ogni paese ha il sito con il suo maggior traffico e bisogna decidere di investire il proprio tempo/presenza coerentemente con i propri obiettivi.
Io rimango dell’idea per i social network, che ogni contatto ha un valore in quanto persona e non sono i numeri che fanno la differenza (anche perchè come dimostrato difficilmente misurabili) ma la qualità dei rapporti personali per cui rimango dell’idea di essere presente su tutti i network (anche perchè abbiamo bisogno di contatti specifici, e chi è presente su un network potrebbe mancare dagli altri), la variabile tempo ha il suo valore però e quindi questi strumenti ci forniscono spunti per le nostre riflessioni.
Prossimo articolo sul display e il search marketing e le varie tecniche di advertising. Evoluzioni in atto.
Cinema, cinema, grande cinema
Questo week end sono andato a vedere “il Concerto” film che consiglio caldamente a tutti.
Grande phatos è dato dalla Musica con la M maiuscola, si tratta del concerto nr 35 di Ciajkovskij per violino e orchestra. Come in Shine le musiche fanno da culla al sussegguirsi delle immagini, ma ciò che rende indimenticabile questa pellicola è il mix che riesce a fare dei vari registri narrativi.
Si ride, si piange, alcune battute riescono a strappare risate a voce alta in sala.
Insomma una gioia per gli occhi e per il cuore.
Andate a vederlo prima che esca dalle sale (la distribuzione non è eccelsa).
Pubblicità cross-media
Buongiorno a tutti, ripubblico un articolo dell’anno scorso (era a puntate l’ho consolidato) perchè vorrei poi approfondire l’argomento.
inizio qui il mio viaggio nel mondo della pubblicità, il mio intento sarà quello di evidenziare alcune caratteristiche tipiche del messaggio pubblicitario sui differenti media.
Tale azione porterà nel tempo alla comprensione della necessità nell’ideazione delle campagne pubblicitarie di una progettazione crossmediale al fine di massimizzare l’efficacia del messaggio pubblicitario stesso.
Per fare ciò ritengo opportuno definire a priori alcuni indicatori, delle misure di grandezze tipiche che ci verranno utili successivamente nell’aggregazioni delle analisi che stiamo facendo passo passo.
Gli indicatori su cui intendo porre attenzione sono:
- la densità del target pubblicitario
- la semplicità del modello pubblicitario
- la capacità di generare revenue nel tempo del messaggio pubblicitario
Per rendere chiari gli indicatori mi piace partire da una metafora che ci sarà utile anche in seguito:
il pubblicitario è una sorta di cacciatore dotato di cerbottana e freccette.
Il target pubblicitario è identificabile come l’insieme di animali che il pubblicitario vuole colpire,
partendo da questa metafora la densita del target non è altro che la possibilità per il pubblicitario cacciatore di reperire gia aggregati in qualche media i suoi obiettivi di caccia.
Se pensiamo al nostro cacciatore con una situazione come quella descritta e una cerbottana abbiamo quello che si può definire un target pubblicitario a bassa densità.

Se invece il lavoro di aggregazione del pastore media è fatto discretamente il nostro artista della cerbottana avrà davanti a se un quadro più simile a quello che si può osservare di seguito.

Semplicità del modello pubblicitario e premanenza, capacità di generare revenue ripetitive nel tempo della pubblicità.
La semplicità è un mix di due fattori, efficacia e chiarezza per il pubblicitario di come effettuare il prodotto pubblicitario, più è maturo un media più si è lavorato sulla definizione di format pubblicitari, più si sa come generare un messaggio pubblicitario su quel media, l’efficacia del messaggio è legata a molti fattori endogeni e esogeni al messaggio stesso dalla sua fattura al momento storico della sua trasmissione alla locazione nel media stesso della sua erogazione.
La capacità di generare revenue ripetitive nel tempo, permanenza riguarda la capacità di un messaggio/media pubblicitario di rendere all’acquirente dello stesso nel tempo al di la del momento della sua creazione/lancio.
Ora se noi incrociamo queste tre “dimensioni” riusciamo a rappresentare i singoli media e la loro potenzialità pubblicitaria.

la pubblicità nei differenti media
La dimensione delle sfere indica la capacità di un messaggio pubblicitario di colpire un determinato target in maniera ripetitiva generando con la ripetizione revenue nel tempo.
Le etichette sono: tv tradizionale, tv digitale (ip tv e affini), il web viene segmentato nelle tre declinazioni, web generico 1.0 ( Web ), web community (WebC), social network (Web SN).
Messe le basi della discussione con le tre variabili:
1.la densità del target pubblicitario
2.la semplicità del modello pubblicitario
3.la capacità di generare revenue nel tempo del messaggio pubblicitario
Possiamo finalmente vedere come si comportano nello spazio della pubblicità i vari media.
La televisione tradizionale è la più matura come tecnologia e ha dalla sua un bel po di vantaggi, il target è denso, scelto il canale e l’ora abbiamo audience omogenea da contattare con un format
chiaro e collaudato (lo spot pubblicitario).
Abbiamo quindi una posizione in alto a destra nel nostro quadrante delle cose più auspicabili, l’effetto
è purtroppo limitato nel tempo alla memoria di chi guarda lo spot.
La televisione over Ip digitale on demand, spalma su più tempo il ritorno dell’investimento e segmenta bene sul programma meno bene sull’orario per cui il target è un po’ meno denso, il modello pubblicitario altresi è più indefinito del semplice spot su canali free. La ripetitività dell’erogazioe del contenuto nel tempo però aumenta la dimensione della nostra sfera ripetitività e efficacia
Da ultimo affacciamoci al mondo web, indubbiamente community e social network aggregano e rendono più facilmente identificabile il target, agendo perciò sulla densità, la loro comparsa è recente e ciò non ha dato modo di concretizzare una definizione condivisa di un modello pubblicitario vincente, motivo per cui al crescere della densità del target non si accompagna una semplicità crescente del modello pubblicitario ma l’opposto.
L’identificazione dei soggetti recepenti però permette l’implementazione di strategie di comunicazione ripetitive e mirate generando perciò un incremento della redditivià nel tempo dell’investimento pubblicitario.
Siamo quindi di fronte a strumenti diversi con cui interfacciare il target della comunicazione pubblicitaria,
bisogna saper trarre il massimo da ognuno di essi e conversare con le persone attraverso i vari media, invitandole a spostarsi dall’uno all’altro per avere il massimo beneficio dalla esposizione al messaggio promozionale.
Occorre quindi una strategia integrata che non è invio in maniera multicanale il messaggio (otterrei solo di esporre persone diverse a stimoli aventi ognuno effetti limitati), ma bisogna ideare campagne pubblicitarie che facciano sinergia dei vari media, progettando sin da principio l’interazione tra gli stessi.
Come raggruppare il gregge
Continuo qui le mie riflessioni sull’advertising.
Partendo dalla considerazione che una buona campagna pubblicitaria orientata alla vendita ha il suo cuore nella preselezione dei clienti potenziali, focalizziamoci un attimo sulle varie modalità di targeting della clientela.
Molte volte quando si compra la pubblicità si parte dal prodotto e si trascurano le esigenze, è un approccio dettato dalla voglia di fare in fretta e ottenere risultati subito, ma non sempre porta lontano.
La scelta del mezzo pubblicitario va fatta con cautela e pensando al prodotto che si deve promuovere.
Essendo la spesa pubblicitaria solitamente legata (auditel per la TV, impression per i banner, CPM per le campagne di email marketing) alla copertura e solo in alcuni illuminati casi alle performance (anche se piano piano il mercato sta evolvendo), occorre ragionare molto attentamente sul mezzo scelto.
Una campagna ha come obiettivo la comunicazione di un messaggio, tale comunicazione ha come fine la spinta all’azione del fruitore del messaggio. Ora pagando mediamente noi (se si fa un contratto a performance in un sistema economicamente competitivo e perfetto il prezzo tenderà comunque asintoticamente al sotteso prezzo di mercato delle impression … ecco perchè google in adwords ci fa pagare CPC più bassi su campagne con CTR più alti) per impression, è nostro interesse (dal momento che non operiamo in un mercato perfetto e crechiamo tutti di trarre beneficio da ciò) selezionare il target cui le impressioni pubblicitarie che compriamo verranno mostrate a priori, sapendo così che il nostro CTR salirà e di conseguenza anche il risultato della campagna stessa.
Vedendo il mondo in questa prospettiva possiamo iniziare a parlare di segmentazione statica e segmentazione dinamica del target.
Con segmentazione statica intendo quella segmentazione effettuata su dati storici (tipicamente sociodemografica su dati ottenuti da campioni di utenza), con segmentazione dinamica intendo una segmentazione fatta real time sui fruitori del messaggio pubblicitario.
La prima segmentazione (statica) è alla base della pubblicità sui media tradizionali e sulla trasposizione online di tali modelli di advertising, la seconda (dinamica) è subentrata con l’interattività permessa dai nuovi media e si sta evolvendo continuamente.
Non sono una migliore dell’altra, sono solo diverse nell’approccio con il medesimo obiettivo: selezionare nel campione dei fruitori di un media (carta, tv, internet) quelli da sottoporre alla mia comunicazione.
Se prendiamo l’esempio dei banner della pubblicità online vediamo come lo stesso media pubblicitario s contesti simili possa avere (performance) differenti basandosi sul concetto di aggregazione.
Il mercato dei banner nella maggioranza dei casi è venduto a CPM, ovvero tot euro ogni mille impressioni. Se consideriamo siti generalisti sul mercato si riesce a scendere fino a 1 euro ogni mille impressioni, per salire fino ai 15/20 euro dei siti a maggior valore aggiunto nella loro utenza.
Questo tipicamente in un contesto indifferenziato dove compro la pubblicità per mostrarla a tutta l’utenza del sito, se guardiamo cosa fa sempre il nostro amico Google nel mondo dei microannunci, ha segmentato per noi i vari siti target, ha contestualizzato le posizioni pubblicitarie offerte ai testi presenti sui siti stessi e poi ha variato il costo di vendita da generico per sito a differenziato per parola chiave.
Google ha segmentato l’offerta pubblicitaria per massimizzare l’efficienza di profitto per se e in parte anche per gli investitori.
Ha trasformato una segmentazione statica: sito con la sua utenza storica, in una segmentazione dinamica: sito con il flusso del suo contenuto.
Tale segmentazione permette di lanciare messaggi pubblicitari coerenti con quello che l’utente sta leggendo sul sito in quel momento, sottendendo l’interesse per lo stesso del lettore quindi la sua maggior propensione all’azione.
Ben diverso dallo sperare che dato che l’utenza di quel sito storicamente era formata da esperti di un dato settore questi in quel momento di esposizione pubblicitaria di un banner generico decontestualizzato dal contenuto puntuale fossero propensi alla ricezione del messaggio pubblicitario.
E’ un bell’esempio di come un artificio tecnico nella segmentazione del contenuto di unsito, coordinato alla struttura pubblicitaria connessa ha permesso qualcosa che prima non era possibile.
Ora se guardiamo i social network, raccolgono una marea di informazioni sui singoli utenti che ne fanno parte e il modello pubblicitario degli stessi si sta evolvendo sempre più nell’offrire una comunicazione pubblicitaria orientata al singolo in forma massificata.
Ad esempio Viadeo da la possibilità di sponsorizzare la newsletter mensile inviata ai suoi utenti permettendo di inviarla anche solo a una parte del target, è un esempio misto, perche un sito che aggrega visitatori permette l’invio a parte di essi di un messaggio pubblicitario brandizzando di fatto una comunicazione interna istituzionale. Cosa è avvenuto qui, semplicemente un player del mercato online ha sfruttato la sua capacità di raccolta di nominativi per poi mettere in piedi un sistema di email marketing sugli stessi, in maniera poco invasiva, limitandolo alle comunicazioni ufficiali ma fornendo in quelle lo spazio agli advertiser. Anche qui ci troviamo di fronte a un caso in cui una articolazione diversa degli spazi pubblicitari congiunta alla segmentazione (in questo caso
legata ai profili storici quindi più statica) dell’utenza target ha permesso la creazione di un nuovo modello di advertising. Più comparabile con quello delle DEM.
Linkedin ha seguito il modello google adwords e permette di pianificare direttamente online campagne su target specifici.
Facebook anche ha seguito, spinto dal suo traffico online spaventoso, la strada delle campagne google adwords-like.
Una caratteristica che lega il modello di promozione pubblicitaria di adwords di google, il modello di Facebook, quello di Linkedin e anche quello di Viadeo è:
la possibilità di segmentare il target.
Questa è la caratteristica più importante, poi il pricing da prendere a riferimento sarà quello del modello più vicino (a seconda del caso le DEM per un player e il display advertising per gli altri), ma la componente più importante non è il prodotto pubblicitario, non è l’audience complessiva, ma la vostra capacità di segmentare in maniera congrua a quello che è il vostro target.
In un prossimo articolo mi dedicherò ad analizzare in maniera più dettagliata le possibilità di segmentazione.
A presto
A proposito di numeri
Ho gia chiarito che il traffico di facebook ha una portata ormai simile a quello di google, nel nostro paese, mi sono chiesto allora come fosse suddivisa l’utenza e ho scoperto che….
Roma batte Milano 4 a 3
Giocando con il tool per le campagne pubblicitarie su facebook si scopre che:
Facebook ha in Italia 14.580.000 profili
A Roma 4.267.000
A Milano 3.603.000
I numeri sono veramente incredibili se si pensa che
“Provincia di Milano:
Con i suoi 3.122.977 abitanti distribuiti su un territorio di 1.621 Kmq, la provincia di Milano rimane una tra le aree più popolose a livello europeo e ad elevata densità abitativa: 1.929,84 abitanti per Kmq (di quasi 5 volte superiore alla media regionale).
Nell’area provinciale che rappresenta il 6,8% del territorio regionale, si concentra il 32,4% dell’intera popolazione lombarda e il 5,23% della popolazione nazionale.
(Fonte: Istat, 2007)”
A Milano Facebook si può proprio dire che ha fatto il pieno, o tutti i lombardi per comodità si registrano a Milano.
Mah. Chissà.
Comunque è un dato di fatto che le campagne google e le campagne facebook sono molto allineate in termini di capacità di generazione di traffico e di CPC oltre che di CPM. Possiamo parlare di un nuovo cartello?
Torniamo alla segmentazione
Buona domenica a tutti, per chi legge questo articolo nel giorno della sua pubblicazione.
Se si riguarda questa slide che ho introdotto qualche tempo fa….
Nuvole di byte – Alessandro Prunesti
Approfitto del fatto che finalmente il libro di Alessandro Prunesti è disponibile in libreria per… pubblicare anche qui la mia prefazione al libro stesso.
Buona lettura…
“Dicembre 2009, un buon momento per scrivere la prefazione di questo libro, dato che stiamo uscendo da un anno straordinario nella storia dei media in Italia. Non tanto per la brillantezza economica, ma per le evoluzioni che sta avendo il comportamento dell’audience degli stessi, e in particolare modo l’evoluzione del comportamento dei fruitori del web. Negli ultimi 18 mesi la maturità dell’utenza internet italiana è mutata considerevolmente, il bacino degli utilizzatori di internet continua a crescere di un 15% anno su anno, ma la vera rivoluzione è nel modo in cui gli italiani vivono la rete. Abbiamo in Italia circa 22 milioni di navigatori web, 18 mesi fa erano 18 milioni, non una differenza sostanziale numericamente parlando quindi, ma la rivoluzione è stata Facebook. In Italia 12 milioni di utenti oggi fanno parte di questo network, il primo sito per traffico nel nostro paese dopo Google. Avere un profilo su Facebook è un operazione semplice ma concettualmente mediamente complessa. L’utente Facebook è un utente che vede nella rete uno strumento di comunicazione, nel caso in oggetto uno strumento per la gestione di una rete di contatti personali. A inizio 2007 questo social network praticamente non esisteva e non c’erano altre realtà statisticamente significative che coinvolgessero gli italiani, allora gli utenti erano semplici fruitori di informazioni tipicamente sui portali dei maggiori quotidiani nazionali e utilizzavano solo in parte la posta elettronica. Si può sostenere che un applicazione per ritrovare gli amici di scuola ha informatizzato il nostro paese! Nel mentre questa rivoluzione nell’uso della rete avveniva in Italia, nel mondo iniziano a prendere piede con applicazioni concetti come il “cloud computing” e il “software as service”, oltre a fenomeni di produzione collaborativa in ambiti diversi (web 2.0). Il mondo dei sistemi informativi sta quindi evolvendo da uno stadio in cui i servizi aziendali dei sistemi stessi sono generati all’interno di un dipartimento, su infrastruttura proprietaria e software tipicamente acquisito in licenza, a un mondo in cui i servizi dei sistemi informativi possono essere erogati da strutture esterne, non geolocalizzate (cloud computing), potenzialmente media di collaborazione con realtà terze. Se si considera che i sistemi informativi sono i custodi dell’accesso a internet delle aziende, le mutazioni citate (il comportamento degli italiani in rete e la disponibilità di servizi aziendali e collaborativi sul web) generano un potenziale scenario completamente differente per l’organizzazione dei processi interni delle aziende di domani rispetto al passato. Per potersi muovere con beneficio in questo “nuovo mondo” occorre però avere ben chiaro il contesto competitivo locale e il suo grado di maturità: solo così si può comprendere al meglio lo stadio evolutivo del ciclo di vita delle infrastrutture informative e di comunicazione con cui interagire e si può valutare al meglio le operazioni da mettere in atto per porre in essere azioni di successo all’interno della propria realtà professionale. Dobbiamo ricordarci sempre che ogni azione di successo ha un suo tempo (carpe diem); se si arriva troppo presto non si riesce a interagire e ci si trova inefficienti e a volte incompresi (ASP “application service provider” nel 2000 fu un fallimento, oggi i servizi SAS “software as service” sono un successo… e sono la stessa cosa!), se si arriva troppo tardi qualcun altro ha già preso il nostro differenziale competitivo (Vi ricordate che fu il primo ad aver attraversato l’oceano in volo? (R: Lindbergh) Il secondo?). L’autore ci guida sapientemente in questo saggio esponendo nella prima parte del libro un analisi generica sull’evoluzione del mezzo internet, successivamente grazie al contributo di studi di autorevoli istituzioni come il Politecnico di Milano, Confindustria e altri ci fornisce un idea precisa del contesto italiano attuale, segue quindi una esplorazione dell’offerta di servizi/software esistente ora sul mercato, cui le aziende possono attingere per la loro informatizzazione, e si dedica infine con l’ultima parte del libro all’approfondimento di come le piattaforme collaborative presenti in rete con le loro dinamiche web 2.0 possano essere utilizzate dalle aziende in un ambito di comunicazione interna e esterna con profitto. Negli ultimi due anni mi sono occupato del lancio di una piattaforma collaborativa su internet in ambito business, un piccolo tassello nell’universo di strumenti indagati in questo libro, quello che mi è sempre premuto precisare è che la tecnologia nelle sue varie accezioni è e rimane sempre uno strumento. Il modo di fare business, l’arte di comunicare, la capacità di produrre sono processi che si sono evoluti nel tempo ma hanno il loro DNA immutabile. Ogni nuova onda di sviluppo tecnologico, produttivo, ogni introduzione di un nuovo media di comunicazione ha dato modo a chi ha saputo prima di altri sfruttare la novità in maniera sinergica alla sua identità produttiva/aziendale di emergere e primeggiare. Chi non si è adeguato, chi ha trascurato i fenomeni e ha continuato sulla vecchia strada, a volte si è trovato improvvisamente fuori mercato. Il mondo consumer è molto più rapido del mondo aziendale, per cui il fenomeno Facebook ha avuto un evoluzione straordinaria in tempi limitati, le aziende si basano su processi definiti e l’inerzia al cambiamento è correlata alla cautela che accompagna le scelte. In un contesto globale il mondo concorrenziale trascende i confini nazionali e l’efficienza produttiva varia a seconda del contesto competitivo. La flessibilità del sistema economico italiano, che ha come suo cardine le PMI, vede sicuramente la sua efficienza futura nella capacità di innovare dei decisori aziendali. Il mio auspicio è che i lettori di questo libro ne affrontino la lettura con la curiosità di chi vuole migliorare. Il lettore non ha in mano un libro delle soluzioni, ma una nuova valigetta degli attrezzi abbinata a una serie di occhiali che fanno leggere il mondo con occhi diversi. Sono certo che l’unione della vostra voglia di scoprire e sperimentare e la chiarezza con cui l’autore espone tutti i concetti saranno la base di tante future entusiasmanti avventure professionali vostre e per vostro tramite del sistema economico complessivo. Milano 20/12/2009 Andrea Falzin”
…. non vi resta se incuriositi che procurarvi il libro
letture letture letture
E’ un po’ che non aggiorno la mia blogcronaca delle letture in corso. Oltre al libro di Alessandro Prunesti che in realtà ho letto prima dell’uscita in stampa ho finito ora di leggere un libro sulla gestione delle campagne google “Adwords Expert Handbook” edizioni Iuniverse di Bob e Rob Dumouchel.
E’ un libro che affronta tutti gli aspetti di gestione delle campagne ad alto livello, ne vale assolutamente la lettura, soprattutto in abbinamento a “Landing Page Optimization” di Tim Ash edizioni Sybex il complemento perfetto per l’impostazione delle campagne di lead generation.
Spostando la lettura su argomenti più di attualità (elezioni politiche in corso, discussioni sul conflitto di interessi e affini) ho finito di leggere da un po’ ma non ne ho mai parlato qui “Comunicazione e potere” di Manuel Castells edizioni Università Bocconi. Semplicemente illuminante per alcune regole di lettura delle dinamiche di intreccio tra i differenti media, con particolarte attenzione al digitale, e la gestione del Potere.
Dopo la lettura del libro l’ascolto della lista delle notizie all’inizio del giornale non sarà più la stessa cosa. Unico neo 650 pagine ci si mette un po’.
Se ci rispostiamo in ambito sistemico, ho letto e consiglio “L’arte della strategia” Corbaccio di Dixit e Nalebuff. La teoria dei giochi spiegata con semplicità. Anche qui sono 500 pagine, ma ne vale la pena.
Ho iniziato poi due letture una più leggera “La biblioteca dei morti” di Glenn Cooper (e lo sto trovando un po’ lento) e “Angeli, Ebraismo Cristianesimo Islam” a cura di Agamben e Coccia edizioni Neri Pozza.
Dopo aver amato la trilogia “The Prophecy” di Cristopher Walken uno sguardo di insieme su figure come quelle angeliche è sicuramente di interesse. Pochi tratti sono così trasversali alle culture religiose del nostro tempo. Vi terrò aggiornati.
Buona lettura a tutti
Inoltro il messaggio di Luigi De Falco… contenuti interessanti
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