Paolo Guglielmoni – Vampiri Virali

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Ieri ho incontrato in ufficio da me Paolo Guglielmoni e voglio condividere con voi un suo pensiero. Tutti noi ricordiamo molti spot per l’influencer che ne fa parte, o per il tormentone che ne caratterizza la creatività. Gli spot nel breve funzionano, perchè comunque, grazie/nonostante il traino/ego del protagonista sponsor, il testimonial storicamente funziona.

Ma cosa succede alla memoria dello spettatore della pubblicità? Di solito ricorda il tormentone, la bella pubblicità col personaggio ma non la associa dopo un po’ al prodotto.

Questo è legato a un errore di script. La stesura della sceneggiatura pubblicitaria è distratta dal testimonial e non costruisce il messaggio più efficiente per gli interessi marketing del brand (qui non vi svelo di più perchè se interessati contattate Paolo).

Dietro ci sono centri media che vendono spot un tanto al chilo e responsabili di azienda che hanno delegato l’acquisto degli spazi a grandi agenzie che gestiscono tutto del cliente. Quando si sta attenti a come naviga una nave in mare, a guidarla è facile dimenticarsi dei dettagli (oltre al fatto che se una pubblicità non ha ricordo di lungo periodo… va ricomprata/rifatta e gli interessi qui si scindono tra chi compra pubblicità e chi la vende).

Sostanzialmente Paolo ha messo in essere una metodologia per fare pubblicità virali che vengono ricordate per il prodotto che pubblicizzano. Non ha inventato nulla, tutti ricordiamo benissimo una pubblicità anni 90 che diceva con testimonial “Una telefonata ti allunga la vita” girata in una prigione nel deserto :-). Quello che ha fatto è capire perchè scritte in un certo modo le pubblicità si ricordano, si viralizzano e promuovono il prodotto con il testimonial e non il testimonial senza il prodotto.

Il concetto di Vampiro che si nutre del sangue della pubblicità è quello che Guglielmoni attribuisce al testimonial usato in maniera non efficiente.

La presente vale come invito a contattarlo qualora vogliate usare testimonial e fare un pubblicità al vostro prodotto, o vogliate capire come devampirizzarvi dalla situazione in essere.

Wolf Call – Minaccia in alto mare (film al cinema)

Un film affascinante nella scrittura, ottimo nella recitazione, intrigante nella messa in scena…. ma pur sempre un film francese. Bello, merita ma….

I film francesi non mi hanno mai convinto pienamente, li ho sempre trovati un po’ “lenti”. Per carità ogni cosa ha i suoi tempi, così come ogni persona ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ma la gestione del ritmo in un film d’azione ha una sua necessità ontologica, fa parte stessa dell’anima del film.

La prima parte (costruzione) del film soffre un po’, comunque il tutto è ben bilanciato dalla gestione narrativa che incentra il tutto sull’orecchio del protagonista e la sua capacità di classificare i suoni.

Diciamo che consiglio il film al 65%, un buon prodotto ma nulla più.

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Cinema Cinema Cinema, al cinema

17 giugno, 2019 1 commento
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Nelle ultime tre settimane ho visto al cinema: “Godzilla II”, “X men – Dark Phoenix”, “Il grande salto” e “A beautiful boy”.  Per i cinefili compulsivi segnalo che The Space Cinema ha un “piano” che costa 15.90 euro al mese e dà accesso illimitato ai suoi cinema, un po’ alla Netflix, paghi una volta e vedi tutto. Di solito vado il sabato pomeriggio al cinema delle Torri Bianche a Vimercate, volesse aggiungersi qualcuno al giro. Durante la settimana all’Odeon a Milano per i film italiani.

Torniamo ai 4 film ancora in sala, i due di fantascienza…. Godzilla batte X Men  3 a 2.  Il secondo capitolo del mostro marino ha un plot migliore e un impatto visivo sontuoso. Nulla di culturale in queste due pellicole, ma tanta adrenalina. X Men è il meno riuscito degli ultimi 3 (bellissimo “Ricordi da un futuro passato”, meglio di questo ma meno bello “Apocalipse”).

Il grande salto è un film che fatico a collocare positivamente, una storia parzialmente surreale di periferia urbana intrisa di filosofia alla “legge di Murphy” se qualcosa può andare male….  Ma alla fine non rimane nulla allo spettatore.

Ultimo film citato “A beautiful boy”, genere drammatico-familiare che dipinge il percorso di un padre accanto alla dipendenza da droghe del figlio adolescente. Il padre è uno strepitoso Steve Carrel e per chi ha i capelli bianchi come me, sono arrivato nel 1990 a Milano per il primo anno di università, e da allora i cinema sono la mia seconda casa, i ricordi vanno a un film “Drugstore Cowboy” di Gus Van Sant. In entrambi i film (quello del 1990 e questo) la tossicodipendenza è rappresentata senza ipocrisie nella crudezza del suo dominio nichilista sulla volontà del protagonista. Un film da guardare, forse da far vedere a scuola ai ragazzi d’oggi.

Dei quattro film solo quest’ultimo lascia qualcosa nel cuore. Gli altri spariranno presto dalla memoria. Buona settimana a tutti.

due serie da vedere su Netflix

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Oggi segnalo due serie, una recente e una storica, di modo di aiutare sia chi è alla ricerca di materiale fresco sia chi si è perso qualcosa.

La serie recente è “Il detenuto“, serie messicana del 2018 ambientata in un carcere dove…. non vi rovino la storia ma vi dico che il protagonista è un eroe guerriero e anche qui si possono ravvisare i personaggi di voegleriana memoria. Dettagli semantici per cinefili a parte, il plot narrativo è ben strutturato, l’interpretazione del protagonista e dei comprimari merita e ha molto di vissuto e umano.

La serie storica invece che segnalo per chi non abbia fatto l’abbonamento a Netflix recentemente è “Sense8“. Questa serie straordinaria, iperbolica e completamente al di fuori dall’ordinario narrativo, è frutto di due menti “travagliate” dei fratelli/sorelle/fratelli Wachoski (Matrix, V per vendetta, Cloud Atlas). Preparatevi a una narrazione su mondi ordinari e non dove fantasia e realtà si mischiano in un plot fantascentifico contemporaneo unico. A mio parere il miglior prodotto (la prima serie) presente nel catalogo, visivamente avvolgente.

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Guerrieri – Due Film da vedere su Netflix (non recentissimi ma unici 2016 e 2011) uno italiano e uno americano

Segnalo due film, che mi hanno lasciato molto, a chi non ha avuto il piacere di intercettarli. Tema sempre: Guerrieri.

Il primo, del 2011, porta il titolo perfetto “Warrior“caratterizzato da un cast intenso: Nick Nolte (candidato all’Oscar per questo film) straordinario nel ruolo di un padre con i suoi demoni, ma soprattutto Joel Edgerton che non ha poi ripetuto l’exploit di questa interpretazione e il grandissimo Tom Hardy (da vedere anche in Inception, Locke, Dunkirk, Il cavaliere Oscuro) che nei film successivi ha continuato una carriera straordinaria e che già qui brillava di luce propria.

Un film appassionante, pieno di pathos e con una profondità dei personaggi che riempie l’anima, mentre la trama (che segue perfettamente il percorso del viaggio dell’eroe di cui vi ho già accennato) vi farà seguire questo piccolo capolavoro con il cuore in mano e la speranza negli occhi.

Il secondo film che segnalo è un film italiano che ha avuto successo all’estero e ospita un’interpretazione assolutamente al di fuori dell’ordinario da parte di Stefano Accorsi. Il film è “Veloce come il vento” un film sulla redenzione girato nella provincia di Modena nel mondo dei motori. Un piccolo capolavoro (tecnicamente il film ha una regia straordinaria e un mixing del suono dei motori da applausi) anche questo e un’intepretazione come già detto che lascia qualcosa nell’anima.

Alla prossima.

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Chernobyl – la serie

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Ieri è uscita su sky, now tv per gli appassionati di streaming, la miniserie Chernobyl della HBO (5 puntate, coprodotta da Sky) sul disastro nucleare sovietico del 26 Aprile 1986.

La prima puntata di una sequenza di 5 è sicuramente caratterizzata da una fase di costruzione, per abbozzare i protagonisti dell’intreccio narrativo delle puntate successive. Motivo per cui dal punto di vista di ritmo (non è un action movie) la narrazione risulta un po’ lenta, ma la fattura è comunque incredibile.

La cura dei dettagli, il raccontare un mondo facendone vedere solo delle sfumature, lasciando allo spettatore il compito di completare il disegno tra i puntini rappresentati da uno sguardo, da un gesto, da un’azione danno alla prima puntata uno spessore assolutamente unico, potente, antico.

La scena iniziale (cito solo l’atmosfera di questa perchè odio gli spoiler) in cui il protagonista si accinge al suo atto di denuncia ha in nuce un mondo intero cinematografico.

Parzialmente nell’uscita di casa del protagonista della scena ricorda “Le vite degli altri” (straordinario film che più di tanti altri ha dato il senso della follia di un mondo governato da un regime autoritario).

Dettagli che permeano tutto anche nel dipanarsi del resto del filo narrativo all’interno della sviluppo della storia. Ben rimarcato ciò da un eccezionale discorso a metà puntata di un vecchio rappresentante delle istituzioni centrali russe in un contesto di riunione direttiva dove risulta lampante l’ideologia di primato dello stato sulle persone tipico della natura di quel regime.

Serie cruda sicuramente nei modi di raccontare l’accaduto con immagini in parte scioccanti, ma così è stato e sarebbe stato ipocrita edulcorare l’indicibile.

In attesa di apprezzare le prossime puntate, sicuro di non aver tolto nulla al piacere della storia, auguro a tutti una buona giornata.

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GUERRIERI – arena politica e arena valori – DUE SERIE degne di nota

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Associamo il termine guerrieri a chi combatte guerre, ma mi piace pensare al termine come una disposizione dell’animo.

La disposizione che porta le persone a vedere le avversità non come un freno ma come uno stimolo a superarle per la gratificazione che dà ottenere qualcosa con il giusto sforzo.
Daltronde c’è un bellissimo testo di Voegler il viaggio dell’eroe” in cui si sviscera un poco questo concetto su cui ha fatto poi fortuna l’industria cinematografica (e successivamente anche il mercato della formazione motivazionale).

Ma spostiamo subito il focus su due serie programmate su Netflix e Prime Video.

Netflix ha appena pubblicato la terza stagione di “Designated survivor” e su Prime video ci sono le prime 6 stagioni di “Scandal” (che ritrovate anche su sky now tv). Prospettive diverse sulla Casa Bianca su due serie con taglio molto differente.

Le consiglio caldamente entrambe “Scandal” è più cinica, “Designated Survivor” più morale.

Gli eroi, i guerrieri, sono una donna in Scandal e un uomo in Designated Survivor.

La caratteristica di entrambe le serie è esaltare le scelte in condizioni di conflitto.

“Designated Survivor” è focalizzata su un presidente americano (Kiefer Shuterland in un interpretazione convincente) suo malgrado, un burocrate onesto al comando di una nave in mezzo agli squali navigati.

“Scandal” è incentrato  su una consulente politica cinica e spietata ma al contempo etica in ultima istanza in ogni sua machiavellica azione.

Ci sarebbe una terza serie sullo stesso argomento “West wing” non si trova sui network in streaming ma è qualitativamente un capolavoro assoluto di scrittura grazie a uno sceneggiatore “Aaron Sorkin” semplicemente geniale.

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