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Archivio per la categoria ‘pubblicità’

Internet non è un nuovo media! Il Web 2.0 è un’ invenzione pubblicitaria

18 marzo, 2010 andreafalzin 1 commento

In questo articolo voglio essere un po’ provocatorio, se noi consideriamo che il primo cellulare è stato venduto nel 1983 al costo di $ 4000 da Motorola e che il World Wide Web come lo conosciamo ha le sue origini nel 1992 possiamo asserire che uno non è tanto più vecchio dell’altro.

Ragioniamo un attimo sui vantaggi e le innovazioni che ha portato il telefonino del nostro modo di fare business, di parlare con gli amici, di essere reperibili.

Prima dell’avvento del telefonino per poter comunicare con qualcuno dovevamo spostarci da dove eravamo per raggiungere una postazione in cui fosse disponibile un mezzo di comunicazione quale il telefono inoltre per poter raggiungere qualcuno bisognava fare in modo che quella persona in quel momento si trovasse in un determinato luogo; detto questo è evidente che il cellulare a rivoluzionato la comunicazione interpersonale, se poi aggiungiamo tutto ciò che attiene, soprattutto nella generazione Y, al comportamento del mondo degli SMS, ci accorgiamo che il cellulare è stato veramente un mezzo rivoluzionario.

Allora per quale motivazione consideriamo Internet un nuovo media e abbiamo considerato il cellulare una semplice evoluzione del media telefono preesistente?

Secondo me questa è una cosa su cui bisogna riflettere e riflettendo su questo ragionamento bisogna costruire su Internet un modello di business che lo consideri non solo qualcosa di nuovo ma nella sua essenza un’evoluzione dei costumi di vita dei consumatori.

Il mestiere del venditore è rimasto praticamente immutato negli ultimi due secoli, i vari mezzi che ha avuto a disposizione sono sempre stati usati per affrontare il suo processo di attività che possiamo esemplificare nello standard: cerco persone, si selezionano le interessate, propongo il mio prodotto, vendo e chiudo.

Affermazioni quindi come: se non sei su Internet non esisti, Internet vende per voi, Internet è il nuovo modo di fare business, sono enfatizzazioni che se traslate sul nostro vecchio telefonino risultano alquanto ridicole: se non hai  un telefonino non esisti, ma soprattutto il telefonino vende per te e ancor meglio il telefonino nuovo modo di fare business.

Nella progettazione di un qualsiasi business Internet bisogna tenere ben fermi i piedi per terra e analizzare nel mondo reale il buon grande vecchio mondo fatto di persone, relazioni, edifici, uffici e quant’altro il business, dopo di che bisogna capire come gli attori le persone utilizzeranno questo “ nuovo media” per poter sfruttarne le potenzialità.

Credo che questa affermazione, che può apparire banale abbia al suo interno la chiave di interpretazione di quella che è stata chiamata nell’ultimo lustro rivoluzione Internet, il successo dei social network, dei portali di video come Youtube, può essere tutto ricondotto all’attenzione all’individuo il mitico “You”.

Questa attenzione può essere vista come l’evoluzione del mezzo Internet dall’era 1.0 all’era 2.0, o più semplicemente come un utilizzo più consapevole, nel senso sociologico del termine, di un cellulare che veniva utilizzato come una radiolina (il cellulare cioè è nato 2.0 internet è stato provato a metà all’inizio (solo in ricezione utente)).

Di qui l’enfasi attuale al concetto di conversazione e passaparola nel marketing internet e affini, se avessimo usato il cellulare come una radiolina, quando gli operatori telefonici avessero attivato milioni di microfoni non usati dei cellulari avremmo assistito al passaggio da 1.0 a 2.0 anche nel mondo dei cellulari.

E’ come se avessimo scoperto qualcosa di nuovo… che gia c’era ma semplicemente non veniva usato.

Ben venga che ce ne siamo accorti, questo non è un post denigratorio io sono il primo a dire che Internet è una rivoluzione in infiniti ambiti e avendo partecipoato alla fondazione del primo club linkedin in Italia anni fa, avendo diretto la prima filiale italiana di un social network e avendo ora aperto la mia società di comunicazione che ho chiamato “Internet Valore s.r.l” penso non mi si possa dipingere come detrattore del fenomeno.

Mi piace però pensare alle persone come il centro dell’evoluzione del business e dell’imprenditorialità, i mezzi tecnologici per quando straordinari, sono resi tali solo dall’ingegno dell’utilizzatore.

Il mio sarà uno sprone d’ora in avanti con i prodotti della mia società e con questi articoli a fare il vecchio meglio grazie al nuovo alla solita maniera.

 

Parliamo un po’ di pubblicità – parte terza

20 luglio, 2009 andreafalzin 1 commento

Messe le basi della discussione con le tre variabili:

1.la densità del target pubblicitario
2.la semplicità del modello pubblicitario
3.la capacità di generare revenue nel tempo del messaggio pubblicitario

Possiamo finalmente vedere come si comportano nello spazio della pubblicità i vari media.

La televisione tradizionale è la più matura come tecnologia e ha dalla sua un bel po di vantaggi, il target è denso, scelto il canale e l’ora abbiamo audience omogenea da contattare con un format
chiaro e collaudato (lo spot pubblicitario).

Abbiamo quindi una posizione in alto a destra nel nostro quadrante delle cose più auspicabili, l’effetto
è purtroppo limitato nel tempo alla memoria di chi guarda lo spot.

La televisione over Ip digitale on demand, spalma su più tempo il ritorno dell’investimento e segmenta bene sul programma meno bene sull’orario per cui il target è un po’ meno denso, il modello pubblicitario altresi è più indefinito del semplice spot su canali free. La ripetitività dell’erogazioe del contenuto nel tempo però aumenta la dimensione della nostra sfera ripetitività e efficacia

Da ultimo affacciamoci al mondo web, indubbiamente community e social network aggregano e rendono più facilmente identificabile il target, agendo perciò sulla densità, la loro comparsa è recente e ciò non ha dato modo di concretizzare una definizione condivisa di un modello pubblicitario vincente, motivo per cui al crescere della densità del target non si accompagna una semplicità crescente del modello pubblicitario ma l’opposto.

L’identificazione dei soggetti recepenti però permette l’implementazione di strategie di comunicazione ripetitive e mirate generando perciò un incremento della redditivià nel tempo dell’investimento pubblicitario.

Siamo quindi di fronte a strumenti diversi con cui interfacciare il target della comunicazione pubblicitaria,
bisogna saper trarre il massimo da ognuno di essi e conversare con le persone attraverso i vari media, invitandole a spostarsi dall’uno all’altro per avere il massimo beneficio dalla esposizione al messaggio promozionale.

Occorre quindi una strategia integrata che non è invio in maniera multicanale il messaggio (otterrei solo di esporre persone diverse a stimoli aventi ognuno effetti limitati), ma bisogna ideare campagne pubblicitarie che facciano sinergia dei vari media, progettando sin da principio l’interazione tra gli stessi.

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Parliamo un po’ di pubblicità – parte seconda

Buongiorno a tutti. Oggi parleremo delle due dimensioni del fenomeno pubblicità che ho accennato nell’articolo precedente.

Semplicità del modello pubblicitario e premanenza, capacità di generare revenue ripetitive nel tempo della pubblicità. 

La semplicità è un mix di due fattori, efficacia e chiarezza per il pubblicitario di come effettuare il prodotto pubblicitario, più è maturo un media più si è lavorato sulla definizione di format pubblicitari, più si sa come generare un messaggio pubblicitario su quel media, l’efficacia del messaggio è legata a molti fattori endogeni e esogeni al messaggio stesso dalla sua fattura al momento storico della sua trasmissione alla locazione nel media stesso della sua erogazione.

La capacità di generare revenue ripetitive nel tempo, permanenza riguarda la capacità di un messaggio/media pubblicitario di rendere all’acquirente dello stesso nel tempo al di la del momento della sua creazione/lancio.

Ora se noi incrociamo queste tre “dimensioni” riusciamo a rappresentare i singoli media e la loro potenzialità pubblicitaria.

la pubblicità nei differenti media

la pubblicità nei differenti media

La dimensione delle sfere indica la capacità di un messaggio pubblicitario di colpire un determinato target in maniera ripetitiva generando con la ripetizione revenue nel tempo.

Le etichette sono: tv tradizionale, tv digitale (ip tv e affini), il web viene segmentato nelle tre declinazioni, web generico 1.0 ( Web ), web community (WebC), social network (Web SN).

Nella prossima punata analizzaremo l’immagine qui sopra  nel dettaglio e trarremo delle conclusioni.

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Parliamo un po di pubblicità – parte prima

Buongiorno a tutti

inizio qui il mio viaggio a puntate nel mondo della pubblicità, il mio intento sarà quello di evidenziare alcune caratteristiche tipiche del messaggio pubblicitario sui differenti media.

Tale azione porterà nel tempo alla comprensione della necessità nell’ideazione delle campagne pubblicitarie di una progettazione crossmediale al fine di massimizzare l’efficacia del messaggio pubblicitario stesso.

Per fare ciò ritengo opportuno definire a priori alcuni indicatori, delle misure di grandezze tipiche che ci verranno utili successivamente nell’aggregazioni delle analisi che stiamo facendo passo passo.

Gli indicatori su cui intendo porre attenzione sono:

  1. la densità del target pubblicitario
  2. la semplicità del modello pubblicitario
  3. la capacità di generare revenue nel tempo del messaggio pubblicitario

 Per rendere chiari gli indicatori mi piace partire da una metafora che ci sarà utile anche in seguito:

il pubblicitario è una sorta di cacciatore dotato di cerbottana e freccette.

Il target pubblicitario è identificabile come l’insieme di animali che il pubblicitario vuole colpire,

partendo da questa metafora la densita del target non è altro che la possibilità per il pubblicitario cacciatore di reperire gia aggregati in qualche media i suoi obiettivi di caccia.

Se pensiamo al nostro cacciatore con una situazione come quella descritta e una cerbottana abbiamo quello che si può definire un target pubblicitario a bassa densità.

bassa densità

Se invece il lavoro di aggregazione del pastore media è fatto discretamente il nostro artista della cerbottana avrà davanti a se un quadro più simile a quello che si può osservare di seguito.

parzialmente aggregati

Nella prossima puntata parlerò delle altre due dimensioni e poi ci avventureremo nell’analisi dei singoli media.

Buona giornata a tutti

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