Dignità – (Departures- un film di Yojiro Takita).
Questo weekend ho visto un film bellissimo, un film che affronta temi molto particolari in questo momento storico: la necessità di adattarsi a seguito di una perdita di lavoro, il rispetto per il dolore e la necessità di non fermarsi alla prima percezione nella valutazione delle persone che ci sono care.
La storia del film non è una storia che ti invita a correre in sala, parla di un violoncellista che ha seguito della chiusura della sua orchestra si trova obbligato a cercare un altro lavoro e accetta di fare il tanato esteta, lavoro molto umile, si tratta infatti della persona che si occupa di truccare il cadavere, lavarlo e vestirlo per preparazione alla cerimonia funebre. Il tutto si svolge in Giappone, e anche i film è un film giapponese.
Il film è particolare perché permette di riflettere sulla morte, sulla considerazione sociale di un lavoro umile visto con gli occhi cinici quasi da bullo di chi quel lavoro disprezza, e con gli occhi di chi ci si dedica con amore e si rende conto della delicatezza di tale momento per i cari dell’estinto.
Il film riesce a dipingere con estrema intensità delle emozioni di chi si trova di fronte all’estremo saluto e riesce a mostrare come affrontare con amore mio mestiere riesca a essere inestimabile per chi si trova a contatto con l’operatore.La consapevolezza dello stesso e la dedizione che mette nel suo lavoro sono parte di un affresco che lascia lo spettatore in alcuni momenti senza fiato.
In breve si tratta di un film sulla dignità del lavoro, sul rispetto del dolore, sulla visione della morte come passaggio obbligato come inizio di un viaggio, sulla necessità di lasciare sempre aperta una porte sulla valutazione delle persone, in breve sulla dignità umana sui rapporti interpersonali e sul rispetto per lavori umili che nascondono universi di sensibilità inestimabili.
Il titolo del film è Departures, e vi consiglio la visione.
