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Nuvole di byte – Alessandro Prunesti

Approfitto del fatto che finalmente il libro di Alessandro Prunesti è disponibile in libreria per… pubblicare anche qui la mia prefazione al libro stesso.

Buona lettura…

“Dicembre 2009, un buon momento per scrivere la prefazione di questo libro, dato che stiamo uscendo da un anno straordinario nella storia dei media in Italia. Non tanto per la brillantezza economica, ma per le evoluzioni che sta avendo il comportamento dell’audience degli stessi, e in particolare modo l’evoluzione del comportamento dei fruitori del web. Negli ultimi 18 mesi la maturità dell’utenza internet italiana è mutata considerevolmente, il bacino degli utilizzatori di internet continua a crescere di un 15% anno su anno, ma la vera rivoluzione è nel modo in cui gli italiani vivono la rete. Abbiamo in Italia circa 22 milioni di navigatori web, 18 mesi fa erano 18 milioni, non una differenza sostanziale numericamente parlando quindi, ma la rivoluzione è stata Facebook. In Italia 12 milioni di utenti oggi fanno parte di questo network, il primo sito per traffico nel nostro paese dopo Google. Avere un profilo su Facebook è un operazione semplice ma concettualmente mediamente complessa. L’utente Facebook è un utente che vede nella rete uno strumento di comunicazione, nel caso in oggetto uno strumento per la gestione di una rete di contatti personali. A inizio 2007 questo social network praticamente non esisteva e non c’erano altre realtà statisticamente significative che coinvolgessero gli italiani, allora gli utenti erano semplici fruitori di informazioni tipicamente sui portali dei maggiori quotidiani nazionali e utilizzavano solo in parte la posta elettronica. Si può sostenere che un applicazione per ritrovare gli amici di scuola ha informatizzato il nostro paese! Nel mentre questa rivoluzione nell’uso della rete avveniva in Italia, nel mondo iniziano a prendere piede con applicazioni concetti come il “cloud computing” e il “software as service”, oltre a fenomeni di produzione collaborativa in ambiti diversi (web 2.0). Il mondo dei sistemi informativi sta quindi evolvendo da uno stadio in cui i servizi aziendali dei sistemi stessi sono generati all’interno di un dipartimento, su infrastruttura proprietaria e software tipicamente acquisito in licenza, a un mondo in cui i servizi dei sistemi informativi possono essere erogati da strutture esterne, non geolocalizzate (cloud computing), potenzialmente media di collaborazione con realtà terze. Se si considera che i sistemi informativi sono i custodi dell’accesso a internet delle aziende, le mutazioni citate (il comportamento degli italiani in rete e la disponibilità di servizi aziendali e collaborativi sul web) generano un potenziale scenario completamente differente per l’organizzazione dei processi interni delle aziende di domani rispetto al passato. Per potersi muovere con beneficio in questo “nuovo mondo” occorre però avere ben chiaro il contesto competitivo locale e il suo grado di maturità: solo così si può comprendere al meglio lo stadio evolutivo del ciclo di vita delle infrastrutture informative e di comunicazione con cui interagire e si può valutare al meglio le operazioni da mettere in atto per porre in essere azioni di successo all’interno della propria realtà professionale. Dobbiamo ricordarci sempre che ogni azione di successo ha un suo tempo (carpe diem); se si arriva troppo presto non si riesce a interagire e ci si trova inefficienti e a volte incompresi (ASP “application service provider” nel 2000 fu un fallimento, oggi i servizi SAS “software as service” sono un successo… e sono la stessa cosa!), se si arriva troppo tardi qualcun altro ha già preso il nostro differenziale competitivo (Vi ricordate che fu il primo ad aver attraversato l’oceano in volo? (R: Lindbergh) Il secondo?). L’autore ci guida sapientemente in questo saggio esponendo nella prima parte del libro un analisi generica sull’evoluzione del mezzo internet, successivamente grazie al contributo di studi di autorevoli istituzioni come il Politecnico di Milano, Confindustria e altri ci fornisce un idea precisa del contesto italiano attuale, segue quindi una esplorazione dell’offerta di servizi/software esistente ora sul mercato, cui le aziende possono attingere per la loro informatizzazione, e si dedica infine con l’ultima parte del libro all’approfondimento di come le piattaforme collaborative presenti in rete con le loro dinamiche web 2.0 possano essere utilizzate dalle aziende in un ambito di comunicazione interna e esterna con profitto. Negli ultimi due anni mi sono occupato del lancio di una piattaforma collaborativa su internet in ambito business, un piccolo tassello nell’universo di strumenti indagati in questo libro, quello che mi è sempre premuto precisare è che la tecnologia nelle sue varie accezioni è e rimane sempre uno strumento. Il modo di fare business, l’arte di comunicare, la capacità di produrre sono processi che si sono evoluti nel tempo ma hanno il loro DNA immutabile. Ogni nuova onda di sviluppo tecnologico, produttivo, ogni introduzione di un nuovo media di comunicazione ha dato modo a chi ha saputo prima di altri sfruttare la novità in maniera sinergica alla sua identità produttiva/aziendale di emergere e primeggiare. Chi non si è adeguato, chi ha trascurato i fenomeni e ha continuato sulla vecchia strada, a volte si è trovato improvvisamente fuori mercato. Il mondo consumer è molto più rapido del mondo aziendale, per cui il fenomeno Facebook ha avuto un evoluzione straordinaria in tempi limitati, le aziende si basano su processi definiti e l’inerzia al cambiamento è correlata alla cautela che accompagna le scelte. In un contesto globale il mondo concorrenziale trascende i confini nazionali e l’efficienza produttiva varia a seconda del contesto competitivo. La flessibilità del sistema economico italiano, che ha come suo cardine le PMI, vede sicuramente la sua efficienza futura nella capacità di innovare dei decisori aziendali. Il mio auspicio è che i lettori di questo libro ne affrontino la lettura con la curiosità di chi vuole migliorare. Il lettore non ha in mano un libro delle soluzioni, ma una nuova valigetta degli attrezzi abbinata a una serie di occhiali che fanno leggere il mondo con occhi diversi. Sono certo che l’unione della vostra voglia di scoprire e sperimentare e la chiarezza con cui l’autore espone tutti i concetti saranno la base di tante future entusiasmanti avventure professionali vostre e per vostro tramite del sistema economico complessivo. Milano 20/12/2009 Andrea Falzin”

…. non vi resta se incuriositi che procurarvi il libro ;-)

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